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Il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto può essere completa solamente quando è rafforzata dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo annusa. (Lord Byron)

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Da sempre, sulle sponde dei Laghi di Mandara, incastonati come gemme nelle sabbie dell'Erg Awbari, viveva una popolazione le cui discendenze si confondevano nella notte dei tempi fino a renderne indecifrabile la provenienza. Erano i Dauada, una popolazione nera, e poiché in arabo "doud" significa verme quelli che ne mangiavano erano qualificati come Dauada. Per la verità non si trattava realmente di vermi ma di piccolissimi crostacei chiamati Artemia Salina, straordinariamente abbondanti in questi laghi salati. La pesca, praticata solo dalle donne, si effettuava con un retino a maglie sottili dove i crostacei rimanevano imbrigliati mischiati con le alghe, la Danga, che popola anch'essa il fondo dei laghi. Il tutto formava una pasta bruna con la quale venivano formati dei pani che, essiccati poi per diversi giorni, venivano poi sepolti sotto la sabbia. Dopo qualche mese, l'impasto nero dal forte odore di pesce marcio era pronto ad essere mangiato mescolato con datteri schiacciati. Che strani questi Dauada, questi uomini liberi capaci di vivere con così poco, in grado di escogitare un modo tutto loro per camminare nella sabbia attaccando le altissime dune alzando il ginocchio fino all'altezza dei fianchi e gettando la gamba in avanti. Le punta dei piedi affondavano nella fine sabbia e subito si curvavano all'indietro senza appoggiare il tallone, per poi contrarsi. Le braccia a penzoloni oscillavano e facevano da bilanciere spostandosi dalla parte opposta del corpo alla gamba che dovevano alzare.. Con questo modo di camminare , i piedi dei Douada si deformavano: erano corti, arcuati, talloni sottili e piante larghe ..gli alluci sviluppati a dismisura. Che strani questi Dauada, avevano trovato il modo di sopravvivere anche in questo posto così avaro di risorse senza però mai chiedere l'aiuto a nessuno. Erano degli uomini liberi. Poi un giorno, nel 1987, qualcuno disse che il difficoltoso accesso al luogo creava problemi per un normale sviluppo della regione ..ma nessuno aveva mai chiesto loro se la LORO regione veramente necessitavano di uno "sviluppo". Il governo decretò l'evacuazione completa e definitiva di tutti i villaggi insediati sulle sponde dei laghi, non si sa quanti erano i Dauada, la popolazione non venne censita durante lo sfollamento. Ma si racconta che molti di loro lasciarono la loro terra in posizione orizzontale.. Nessuno sa più nulla ormai dei Dauada, i mangiatori di vermi..
22/01/2008
Simone Chieregato
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